Atterra a Orly e il volo successivo decolla da Charles de Gaulle, oppure il contrario. Fra i due aeroporti di Parigi ci sono 41 chilometri, nessun treno diretto, e le valigie non passano da sole da un aereo all’altro. Qui vede quanto dura il tragitto, quali collegamenti esistono e quanto tempo lasciare fra un volo e l’altro. Con una prenotazione, un autista segue il primo aereo e la lascia davanti al terminal del secondo.
Il suo tragitto
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Berlina
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Due veicoli che partono insieme
Trasferimento privato tra l’aeroporto di Orly e quello di Roissy-Charles de Gaulle, in un senso o nell’altro, a qualsiasi ora. Una sola auto da terminal a terminal, il suo volo sotto controllo e l’importo fissato alla prenotazione. Per chi viaggia in cinque, fino a otto, due auto partono insieme.
Parigi divide i suoi voli fra due grandi aeroporti che non si toccano. Orly sta a sud. Charles de Gaulle è a nord-est, sulle prenotazioni compare con la sigla CDG e i francesi lo chiamano quasi sempre Roissy. Se il suo viaggio arriva dall’uno e continua dall’altro, le tocca attraversare l’intera regione con i bagagli, mentre l’orologio del secondo volo corre già.
Capita a chi parte da Napoli o da Bari con un volo per Orly e prosegue da Charles de Gaulle verso l’Asia o le Americhe. Capita, nel senso opposto, a chi atterra a Roissy da Milano o da Venezia e ha un volo lungo che decolla da Orly, verso le Antille o l’isola della Riunione. In entrambi i casi nessuno la porta da una pista all’altra. L’aeroporto non mette una navetta, e le compagnie nemmeno.
Con una prenotazione, quel tratto smette di essere un problema. L’autista conosce il numero del primo volo e lo segue dal decollo. Quando lei esce con le valigie, lui è già sul posto. L’auto copre il tragitto senza fermate, e lei scende davanti alle partenze della sua compagnia. Facciamo il tragitto nei due sensi, tutti i giorni, di giorno e di notte.
Su strada ci sono 41 chilometri fra un terminal di Orly e uno di Charles de Gaulle, qualcuno in più se la meta è un hotel della zona di Roissy. Il percorso gira intorno a Parigi senza entrarvi, lungo l’autostrada A86 o la A3, e si conclude sulla A1.
Il tempo dipende dall’ora molto più che dalla distanza. Con i calcoli del traffico di Google Maps usati dal nostro modulo, nella prima settimana di ottobre 2026, quel tragitto risultava di 35 minuti alle 3:00, di 43 minuti alle 20:00 e di 52 minuti alle 8:30 di un mercoledì. Nel senso opposto, da Charles de Gaulle a Orly, la mattina si saliva a un’ora. La RATP, l’azienda dei trasporti pubblici parigini, parla di un’ora e quaranta nelle fasce di maggior traffico.
Con i mezzi pubblici, Paris Aéroport, che gestisce i due scali, indica un’ora e un quarto, sempre con un cambio di treno. A quella cifra vanno aggiunti il tempo per arrivare al binario con le valigie e l’attesa del treno successivo.
Prenota prima di partire e indica i due voli, quello che la porta a Parigi e quello che prende dopo. Riceve un messaggio dall’autista, che sorveglia l’atterraggio e viene a prenderla a Orly. Le valigie entrano nel bagagliaio e le ritrova soltanto davanti al banco di Charles de Gaulle. Niente binari, niente biglietterie automatiche, niente scale. Se il primo aereo è in ritardo, chi la aspetta lo sa prima di lei. In Italia lo chiamerebbe un NCC da aeroporto ad aeroporto.
L’Orlyval è un piccolo metrò automatico che parte da Orly e termina ad Antony. Da quella stazione passa la RER B, la linea suburbana che percorre Parigi dal sud al nord e raggiunge le due stazioni di Charles de Gaulle. Paris Aéroport stima il percorso in un’ora e un quarto, con un treno ogni 10-20 minuti. I bagagli li porta lei, nel cambio di Antony e per tutta la traversata della città, su un treno che divide con i pendolari.
La linea 14 parte dalla stazione accanto a Orly 3 e arriva a Châtelet-les-Halles, in pieno centro. A Châtelet si sale sulla RER B in direzione dell’aeroporto Charles de Gaulle. Paris Aéroport annuncia la stessa durata. Il punto debole è la RER B. La linea ha cantieri importanti, e il gestore avverte di interruzioni parziali, soprattutto la sera e in alcuni fine settimana. Quando succede, si continua in metro fino a Saint-Denis Pleyel e si finisce il viaggio in autobus.
Ogni terminal ha la sua stazione ufficiale, all’uscita. Si prende il primo della fila, senza poter scegliere. Fra i due aeroporti non c’è un importo stabilito in anticipo, quindi il tassametro gira dalla partenza all’arrivo, e i minuti di coda si pagano come gli altri. Se viaggia con bambini piccoli, sappia che le norme francesi dispensano i taxi dal seggiolino.
Le due app lavorano a Orly e a Charles de Gaulle. La corsa si chiede all’uscita, con il telefono connesso, e la tariffa sale quando molti passeggeri chiedono un’auto nello stesso momento. Uber stessa riconosce che a volte nessuno accetta la corsa, e che l’attesa si allunga quando il volo è all’alba o a tarda sera. Con un secondo aereo che non aspetta, è un’incognita in più.
La prima cosa da sapere è che le valigie non viaggiano da sole. Paris Aéroport lo scrive chiaramente. Se il secondo volo parte da Charles de Gaulle, a Orly lei ritira il bagaglio imbarcato e lo imbarca di nuovo nell’altro aeroporto. In pratica sono due viaggi distinti, con un tratto di strada in mezzo.
Faccia il conto pezzo per pezzo. Scendere dall’aereo. Aspettare le valigie. Percorrere i 41 chilometri. E presentarsi al banco del secondo volo con l’anticipo che raccomanda Paris Aéroport, due ore per un volo europeo e tre per un lungo raggio. Chi invece atterra da un paese fuori Schengen ha in più il controllo di frontiera, per il quale nessuno pubblica tempi di attesa. Meglio contare largo.
L’altro punto delicato sono i biglietti. Se ha comprato i due voli separatamente, ognuno con il suo codice di prenotazione, la seconda compagnia non la aspetta. Secondo Paris Aéroport, chi perde la coincidenza in quel caso deve pagarsi un nuovo biglietto, e il volo perso non viene rimborsato. Con una prenotazione unica per tutto il viaggio, è la compagnia a trovarle un altro volo.
Da parte nostra, il ritardo del primo aereo non cambia nulla. L’autista ha due ore di attesa, contate da quando l’aereo si posa davvero, e non le fa pagare. Lei non deve avvisare né rifare i calcoli. Vuole togliersi ogni fretta? Arrivi il giorno prima e dorma vicino all’aeroporto da cui riparte. È la scelta di molti nostri passeggeri.
Fatta la prenotazione, la persona che la porterà le scrive per presentarsi e dirle quale auto guida. All’atterraggio riceve un altro suo messaggio su WhatsApp, in cui le chiede la posizione in tempo reale. Con quella vede sulla mappa dove sta camminando lei, e insieme decidete dove vedervi. Lei avvisa quando ha i bagagli, e lui le viene incontro con un cartello su cui c’è il suo nome.
Preferisce vederlo con il cartello appena varcata la porta degli arrivi? Lo chieda prenotando. E se non sa da che parte andare, mandi una foto del luogo o del numero di porta che ha di fronte. Chi viene a prenderla conosce i due aeroporti e arriva fino a lei.
L’auto attende in un parcheggio riservato ai professionisti, il Parking Pro, che esiste a Orly e accanto ai terminal di Roissy. Né quel parcheggio né i pedaggi le vengono addebitati. Se viaggia con una persona anziana o con molto bagaglio, può chiedere che l’autista porti le valigie fino all’auto. Lo fa quando è possibile e quando c’è modo di fermarsi vicino.
L’importo del suo trasferimento compare nel modulo in alto appena scrive i due aeroporti, la data e l’ora, prima di pagare qualsiasi cosa. Vede le categorie di veicolo, Eco, XL e Berlina. È un prezzo per auto, non per passeggero, e resta fermo dal momento della prenotazione. Un ingorgo sulla A1 o un volo che arriva in ritardo non lo modificano, né si applica una maggiorazione notturna.
I tragitti brevi intorno a Roissy sono a partire da 59 €, come quello fra un terminal di Charles de Gaulle e un hotel di Paris Nord 2. Fra i due aeroporti l’importo è più alto, perché lo è la distanza, e il modulo glielo indica in pochi secondi, come fa per gli altri transfer privati in partenza da Orly.
La prenotazione si conferma con un acconto pagato con carta. Il resto si consegna a chi guida a fine percorso, in contanti o con carta. Il bagaglio non ha supplementi, purché entri nel veicolo prenotato, e i seggiolini dei bambini sono gratuiti. Annullare non costa nulla se lo fa con un giorno intero di anticipo, 24 ore come minimo.
Due voli, due aeroporti e un orario da far quadrare fanno nascere domande. Ce le invii su WhatsApp scrivendo in italiano. La risposta le arriva scritta, in italiano anche quella. Durante il tragitto l’autista parla francese e inglese, e quando occorre si aiuta con il traduttore vocale che tiene sul telefono. Per prenotare bastano questa pagina e pochi minuti.
È la richiesta che riceviamo più spesso su questo percorso. Lei arriva a Orly nel pomeriggio, il volo seguente decolla da Roissy di primo mattino e preferisce passare la notte a due passi dal terminal. La portiamo al suo hotel, a Roissypôle, che è dentro l’aeroporto, a Roissy-en-France, a Paris Nord 2 oppure a Le Mesnil-Amelot. Vale anche al contrario, con una notte in hotel vicino a Orly prima di un volo che parte presto. Il tragitto del mattino dopo, se le serve, è una seconda prenotazione con il suo importo.
Se lo scalo è lungo, non deve per forza passarlo in una sala d’imbarco. Possiamo lasciarla in città all’uscita dal primo aeroporto e tornare a prenderla più tardi, all’ora che ci dice, per portarla al secondo. Sono due tragitti, ognuno con il suo importo. Calcoli bene i tempi, perché il bagaglio imbarcato resta con lei e il secondo volo vuole lo stesso anticipo di qualunque altro. Per orientarsi, la nostra guida descrive il percorso fra il centro di Parigi e Orly.
Scriva nelle note della prenotazione quanti anni ha ciascun bambino. Il seggiolino corrispondente, dall’ovetto al rialzo, sarà sistemato prima del suo arrivo, senza costi. Per una famiglia, il cambio di treno con valigie, passeggino e bambini assonnati è la parte più dura di una coincidenza fra aeroporti. In auto i piccoli dormono e i bagagli non si muovono. Se la meta finale sono i parchi, legga da quale aeroporto si arriva meglio a Disneyland Paris.
Una comitiva che cambia aeroporto ha un problema in più, quello di restare unita. Nel modulo, accanto alle tre categorie, c’è una formula con due auto che partono insieme da Orly e arrivano insieme a Charles de Gaulle. L’importo mostrato le comprende entrambe, e basta una prenotazione. Nessuno del gruppo deve rincorrere un secondo taxi con il volo che si avvicina.
Ryanair non vola né a Orly né a Charles de Gaulle, e chi la sceglie per Parigi atterra di norma a Beauvais, a nord della città. Da lì a Charles de Gaulle ci sono circa 81 chilometri, fino a Orly circa 113, e non esiste un treno che parta dall’aeroporto. Facciamo anche questi tragitti, descritti nella pagina che va dall’aeroporto di Beauvais a Parigi e agli altri scali.
Charles de Gaulle è molto più esteso di Orly, e i suoi terminal distano fra loro abbastanza da richiedere un treno interno. Per questo, quando prenota, indichi la compagnia e il terminal che legge sulla carta d’imbarco. L’autista si ferma davanti alla porta delle partenze corrispondente, e lei entra con le valigie senza dover attraversare l’aeroporto.
Non scriviamo qui quale compagnia parte da quale terminal. Paris Aéroport avverte che le assegnazioni cambiano, e annuncia che dal 16 marzo 2027 i terminal di Charles de Gaulle prenderanno un numero, da 1 a 7, al posto dei nomi attuali. Il giorno del volo vale ciò che è scritto sulla carta d’imbarco, o nell’app della compagnia. Se la mattina del viaggio l’indicazione è cambiata, lo dica all’autista con un messaggio. Lui adatta la fermata.
A Orly è tutto più raccolto. I terminal sono quattro, e dal primo al terzo si passa a piedi.
Chi rientra da un altro continente atterra spesso a Charles de Gaulle dopo una notte intera di volo, e ha ancora davanti il volo per casa. Non occorre fissare un’ora esatta con nessuno. L’autista conta da quando l’aereo tocca terra e, dentro le due ore previste, aspetta quanto serve.
Appena ha rete, gli scriva su WhatsApp. Lui le indica da dove uscire e cammina verso di lei. Un’ora più tardi, minuto più minuto meno, è a Orly. Scende davanti alla porta del suo terminal, al Parking Pro, a meno che non chieda l’area di sosta breve.
Al momento di prenotare dica con quale compagnia prosegue. Per l’Italia ci sono i voli di Orly 1 e Orly 2, da dove si riparte per Milano, Roma e Napoli, e quelli di Transavia, che decollano dal terminal 3, quello che ha la metro accanto. I voli lunghi verso le Antille, la Polinesia o la Riunione lasciano Parigi da Orly 4, il terminal di partenza di French bee e di Corsair. L’autista si ferma davanti a quello giusto. Le valigie può avvicinarle lui stesso alla zona dei banchi, se glielo chiede.
Se pensava di fare questo collegamento con un’app, ascolti ciò che raccontano alcuni passeggeri. Avevano programmato la corsa, qualcuno l’aveva presa in carico, poi l’ha cancellata all’ultimo. Hanno dovuto trovarne un altro con il secondo volo ormai vicino, e c’è chi lo ha perso. Con noi, chi la porta è deciso dalla prenotazione e le scrive in anticipo per farsi conoscere.
Si può prenotare con tre mesi di anticipo, 90 giorni. Farlo il giorno prima di solito basta, ma per una coincidenza fra due voli è meglio non ridursi all’ultimo.
Atterra a Orly e va a Disneyland? Un autista la aspetta e la lascia davanti all’hotel. Magical Shuttle, metro e RER, taxi: orari, distanza e tempi.
Atterra a Orly? Metro 14, Orlyval, taxi, Uber o un autista che la aspetta e la lascia davanti all’hotel: tempi quartiere per quartiere e prezzo già fissato.
Hôtel à Paris, à Rungis ou sur l’aéroport d’Orly ? Vol suivi, valises chargées, dépose devant l’entrée, même avant la première navette. Prix fixé en réservant.
Orly → gare de Lyon, Montparnasse, gare du Nord, Saint-Lazare ou Massy TGV : durées réelles, métro 14, navette, taxi ou chauffeur réservé à prix fixé d’avance.
Orly → Versailles, La Défense, Stade de France ou votre ville de banlieue : durées réelles, transports, taxi au compteur ou chauffeur réservé à prix fixé d’avance.
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